I volti del massaggio

il massaggio

Ne esistono infinite tipologie e sono riti diffusi in tutte le culture. Coccola o trattamento che dir si voglia, stiamo parlando del massaggio: una pratica che può essere eseguita a molteplici livelli: a partire dal massaggio “casalingo” fino ad arrivare a quello fisioterapico.

Lo stretto rapporto tra cute e massaggio

Tramite il lavoro sulla cute, il massaggio è in grado di produrre enormi benefici su tutto il nostro corpo: è infatti grazie alla stimolazione delle papille vascolo-nervose che si origina, a seguito del contatto manuale, la sensazione di benessere sempre più acuta e profonda mano a mano che la manipolazione procede.

L’immediato colorito roseo che la cute assume è il primo segnale evidente del rinvigorimento che il massaggio produce su di essa; morbidezza ed elasticità, ottenibili grazie all’eliminazione da detriti e cellule di sfaldamento, sono le prime sensazioni sperimentabili dal punto di vista tattile in seguito all’esecuzione di un trattamento. Al di là dei risultati di tipo estetico, è utile sapere che, il lavoro del massaggio agisce anche a livelli molto profondi e un’azione riflessa può manifestarsi sia sulla regione manipolata che su tutto l’organismo.

Ma quanto fa bene il massaggio?

L’efficacia della massoterapia è stata convalidata a livello fisiologico dagli studi di numerosi autori.

Sono noti i risultati che il massaggio è in grado di produrre sulla circolazione: le modificazioni della circolazione sanguigna e linfatica si possono riferire a fenomeni di origine riflessa oltre che a un’azione meccanica diretta sulla parte vasale. La pressione esercitata dalle mani aumenta infatti la vis a tergo dei vasi venosi e linfatici, determinando un’azione alternativa di costrizione e di dilatazione dei vasi cutanei e sottocutanei.

La stimolazione della diuresi rappresenta uno degli effetti più importanti che il massaggio addominale è in grado di apportare: la probabile funzione di trasporto dei trigliceridi dall’interno all’esterno della cellula, svolta dalle lipoproteine, potrebbe spiegare il loro incremento dopo un trattamento massoterapico, così come le variazioni dei trigliceridi stanno a dimostrare che il massaggio è in grado di mobilizzare la frazione lipidica che abitualmente si trova nel tessuto adiposo. Anche la riduzione della glicemia potrebbe interpretarsi come un’attivazione, legata agli effetti circolatori distrettuali, dell’utilizzazione di glucosio da parte dei tessuti, con conseguente incremento delle reazioni lipolipidiche a livello di tessuto adiposo per la scarsa disponibilità dei substrati necessari alla sintesi dei grassi di deposito. Queste sono infatti le importanti modificazioni osservate in seguito all’esecuzione di un trattamento: le sostanze azotate e l’acido urico aumentano, le lipoproteine si modificano, le alfa lipoproteine si riducono contemporaneamente a un incremento delle beta lipoproteine; i trigliceridi subiscono una riduzione più o meno rilevante, nelle urine si ha la comparsa o l’accentuazione di chetonuria e l’aumento delle escrezioni di cloruri, la glicemia a distanza di due ore si riduce più o meno sensibilmente, l’azotemia diminuisce a livelli inferiori a quelli iniziali.

Dolori articolari, muscolari o ai legamenti? Ci pensa il massaggio

Possiamo senz’altro dire che le modificazioni circolatorie provocate dal massaggio reintegrino la funzionalità muscolare: l’azione del massaggio sull’apparato muscolare è molto importante perché esso libera più rapidamente i muscoli dalla sensazione di stanchezza, permettendo di conseguenza un tempestivo recupero, L’azione del massaggio sul corpo ha anche una funzione di tipo meccanico su tendini e legamenti, liberandoli da involucri cicatriziali capaci di limitarne l’escursione articolare.