Giuria Concorso Internazionale Documentari

29 novembre 2009

Davide MonteleoneDavide Monteleone
Fotoreporter, Italia

Si occupa di fotografia dal 1998, ed è abituale collaboratore di importanti riviste nazionali ed internazionali tra le quali L’ Espresso, Io donna, Time, Newsweek, Stern. Dal 2002 i soggetti dei suoi progetti a lungo termine sono la Russia e i Paesi dell’est Europa per i quali ha ricevuto prestigiosi premi e riconoscimenti internazionali. Numerosi suoi portafogli sono pubblicati sulle più importanti riviste internazionali di fotografia quali Foto8, Foam, RVM.

Rona GrunenfelderRona Grünenfelder
Coordinatrice festival del cinema di  Winterthur e Vision du Reel

Ha studiato comunicazione, media e storia del cinema all’Università di Zurigo e regia e sceneggiatura alla Tisch School of the Arts della New York University.
E’ membro del Cercle de Travail per il festival del documentario Vision du Reel di Nyon e coordinatrice del Doc International Outlook Market.
Negli ultimi due anni è stata assistente di produzione per la Vega Film, lavorando ai nuovi film di Jean-Luc Godard, Béla Tarr, Silvio Soldini e altri.
E’ co-organizzatrice dell’International Short Film Festival Winterthur, in Svizzera.


Alì SalmiAlì Salmi
Coreografo e danzatore, Belgio

È nato in Francia da una famiglia algerina ed è arrivato alla danza tardi, con studi di architettura alle spalle. Scoperta la danza, ha studiato per un breve periodo alla scuola di Marcel Marceau ed ha lavorato nelle principali compagnie europee di danza contemporanea.
Nel 1993 ha fondato a Nancy la compagnia Osmosis CIE per affrontare i temi attualissimi della contemporaneità. Creatore nomade Alì nelle sue performance cerca sempre di indagare il valore espressivo di linguaggi differenti – come la danza, il teatro, gli audiovisi e la musica – attraverso la loro contaminazione.

Giuria Concorso Internazionale Lungometraggi

29 novembre 2009

Gao XingjianGao Xingjian
Scrittore, pittore e regista, Francia

È nato il 4 gennaio 1940 a Ganzhou nella Cina Orientale, oggi è cittadino francese. Premio Nobel per la Letteratura nel 2000, è un artista totale, che affida, di volta in volta, la propria espressione artistica alla scrittura (nelle forme della narrativa, drammaturgia, poesia, saggistica), alla regia teatrale, alla cinematografia, alla pittura.
I suoi romanzi e i suoi saggi sono stati tradotti in molte lingue e le sue opere teatrali sono messe in scena nei teatri di tutto il mondo. Gao Xingjian si dedica con successo alla pittura a inchiostro di china e i suoi tableaux sono esposti nei principali musei di tutta Europa.


Elena GolovinaElena Golovina
Giornalista, Russia

È nata a Mosca. Si è laureata presso il dipartimento di studi filologici dell’Università Statale di Mosca, specializzandosi in letteratura europea. Negli ultimi quindici anni ha lavorato come editor per le principali riviste di Mosca. Come giornalista professionista ha pubblicato numerose interviste realizzate con importanti artisti di ambiti diversi, soprattutto attori, registi e sceneggiatori.


Silvio MaselliSilvio Maselli
Direttore Apulia Film Commission

E’ laureato in scienze politiche e ha conseguito un master in management culturale. Dal 2001 al 2006 è stato responsabile dell’area formazione, organizzazione degli eventi culturali e fund raising per la società di produzione e distribuzione cinematografica Fandango.
Insegna Tecniche della Produzione Audiovisiva all’Università di Bari e dal 2007 è direttore della Fondazione Apulia Film Commission.

Sinossi Parajanov

29 novembre 2009

Tributo a Sergei Parajanov
Sergei Parajanov è nato il 4 gennaio 1924 a Tbilisi in Georgia. Ha studiato ingegneria delle ferrovie e, successivamente, canto e violino al Conservatorio di Musica di Tbilisi, prima di frequentare la Scuola di Cinema di Mosca dal 1946 al 1951. Il suo film di diploma Favola Moldava (1951) è andato smarrito. Nel 1950 ha realizzato numerosi documentari che si trovano nell’Archivio di Kiev e in seguito ha realizzato una serie di lungometraggi ai Dovzhenko Studios: Il Primo Ragazzo, Rapsodia Ucraina e Il Fiore sulla Pietra. Nel 1964 il nono film di Parajanov Le Ombre degli Avi Dimenticati creò scalpore per la sua non conformità nei confronti dei principi del realismo socialista del cinema sovietico. Il film ebbe scarsissima distribuzione in Unione Sovietica, nonostante il suo successo e numerosi premi ricevuti nei festival internazionali del cinema. I suoi successivi film furono martoriati da innumerevoli interruzioni e difficoltà di ogni genere. I negativi originali del suo film dal titolo Sayat Nova girato in Armenia furono confiscati. Parajanov dovette eliminare venti minuti del film iniziale per poter salvare il progetto e realizzare una versione rimontata dal titolo Il Colore del Melograno (1969). Ampiamente acclamato come un capolavoro del cinema moderno, Il Colore del Melograno resta ancora un frammento della visione originale del suo autore: “Il mio capolavoro non esiste più” affermò Parajanov. In quel momento la carriera di Parajanov venne arrestata forzatamente: il regista venne imprigionato a Kiev nel 1973 e condannato il 25 aprile del 1974 a cinque anni di dura reclusione. Le accuse che gli vennero mosse furono: “commercio con oggetti d’arte”, “tendenze omosessuali”, “incitamento al suicidio” e “contrabbando”. Rilasciato nel 1978 in seguito a numerose proteste di amici e artisti da ogni parte del mondo (tra questi Andrei Tarkovsky, Tonino Guerra, Federico Fellini, Giulietta Masina, Michelangelo Antonioni, solo per citarne alcuni), gli venne consentito di ritornare a casa a Tbilisi ma non di girare altri film. Nel 1982 venne arrestato nuovamente e trattenuto dal KGB. Dopo quindici anni di esistenza proscritta, a Parajanov venne finalmente consentito di girare altri film a Tbilisi.
Nel1989, non appena iniziò la realizzazione del suo film autobiografico Le Confessioni, si ammalò di cancro ai polmoni. Morì il 20 luglio del 1990 a Yerevan dove venne seppellito.

melograno_w200Il colore del melograno
(Armenia, 1969, 88’)

Uno dei più grandi capolavori del ventesimo secolo, una biografia del poeta armeno Sayat Nova (Re del canto) che, al posto di una narrazione cronologica degli eventi, svela la vita del poeta attraverso la sua poesia.
Vediamo il poeta crescere, innamorarsi, entrare in un monastero e morire, ma questi fatti vengono descritti nel contesto di immagini di quanto scaturisci dall’immaginazione di Sergei Parajanov e dalle poesie di Sayat Nova, poesie che vengono viste e raramente udite. Sofiko Chiaureli recita sei ruoli sia maschili che femminili e Parajanov scrive, dirige, monta, realizza le coreografie, lavora ai costumi, al design, alla scenografia e ad ogni aspetto di questo rivoluzionario lavoro privo di qualsiasi dialogo o movimento di camera.

Le ombre degli avi dimenticati
(USSR, 1964, 92’)

In un villaggio dei Carpazi, Ivan s’innamora di Marichka la figlia dell’assassino di suo padre. Quando Marichka muore durante un incidente, il suo dolore dura per mesi. Ma finalmente Ivan riscopre la pienezza della vita che lo circonda e sposa Palagna. Lei vorrebbe dei bambini, ma la mente di Ivan è ancora legata al ricordo del suo amore perduto. Per riconquistare le sue attenzioni, Palagna ricorre alla stregoneria e in questa situazione resta “affascinata dall’incanto” dello stregone umiliando pubblicamente Ivan che lo affronterà con forza. La vivace vita del villaggio, il lavoro e le vacanze, i cortei e la baldoria di matrimoni e funerali, il cambio delle stagioni e la bellezza della natura aumentano le proporzioni della tragedia di Ivan.

La leggenda della fortezza di Suram 
(USSR, 1984, 83’)

Basato su un’antica leggenda, questo abbagliante film del regista visionario Sergei Parajanov è una surreale ode dedicata ai guerrieri georgiani attraverso gli anni in cui morirono per il loro Paese. I ripetuti sforzi del popolo georgiano per costruire una fortezza difensiva falliscono perennemente. L’edificio crolla fino a quando una indovina ricorda un’antica profezia secondo la quale il figlio del suo precedente amante deve essere murato vivo per far sì che la fortezza non crolli. Il giovane si trova di fronte alla prospettiva di sacrificare se stesso per salvare il suo Paese.

 
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